Berenice di Edgar Allan Poe
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“Berenice” è uno dei racconti più disturbanti e simbolici di Edgar Allan Poe, pubblicato per la prima volta nel 1835. Il racconto si muove tra ossessione, morte e decadimento mentale, diventando un testo fondamentale non solo nella letteratura gotica ma anche nell’evoluzione dell’estetica horror. Ecco un’analisi sia letteraria che cinematografica:
🕯️ “Berenice” nella letteratura
✒️ Trama in breve
Il protagonista, Egaeus, è un uomo erudito ma affetto da una forma patologica di monomania. Vive in una casa decadente con la cugina Berenice, una donna inizialmente piena di vita che viene colpita da una malattia che la consuma lentamente. Egli sviluppa un’ossessione inquietante per i denti di lei. Dopo la sua presunta morte, Egaeus si ritrova con i denti di Berenice in una scatola, mentre scopre che in realtà lei è stata sepolta viva. Il racconto si chiude con ambiguità e orrore.
🧠 Temi principali
- Monomania e disturbi mentali: Poe anticipa la psicologia moderna, esplorando la fissazione mentale come forza distruttiva.
- Morte e bellezza in decomposizione: Un tema caro al decadentismo, qui incarnato nella bellezza spezzata di Berenice.
- Il corpo come oggetto feticcio: I denti diventano simbolo dell’ossessione, della separazione tra spirito e carne.
💀 Estetica gotica
- Atmosfere cupe, case in rovina, malattie misteriose.
- Uso di simbolismo funebre e immagini macabre.
- Forte senso di fatalismo e predestinazione.
🎬 “Berenice” nel cinema
Il racconto non è stato adattato direttamente molte volte, ma ha influenzato fortemente l’immaginario del cinema horror e gotico. Alcuni adattamenti e ispirazioni degne di nota:
🎥 Adattamenti diretti
- “Histoires extraordinaires” (1968) di Roger Vadim, Louis Malle e Federico Fellini (segmento Metzengerstein ispirato a Poe): sebbene non includa Berenice, è rappresentativo del modo in cui Poe è stato tradotto nel cinema europeo d’autore.
- Alcuni cortometraggi indipendenti e sperimentali (soprattutto dagli anni ’60 ai 2000) hanno adattato “Berenice” con un’estetica minimalista o surrealista, spesso concentrandosi sul tema del feticismo corporeo e della necrofobia.
💡 Influenze indirette
- Jean Rollin, regista che conosci bene, è un esempio perfetto: nei suoi film troviamo corpi dormienti, sepolture premature, ossessioni erotico-macabre, e l’eterna commistione di eros e thanatos, tutte tematiche presenti in Berenice.
- David Lynch ha toccato la stessa sensibilità disturbante (es. Eraserhead) in cui l’ossessione mentale deforma la realtà.
- Il cinema gotico italiano (es. La frusta e il corpo di Bava) ha spesso rispecchiato atmosfere alla Poe, anche se raramente in maniera fedele al testo.
📚🔗 Connessioni intermediali
- Letteratura decadente e simbolista (es. Baudelaire, che tradusse Poe in francese): ha ampliato la visione di Berenice come anticipazione del culto dell’estetica macabra.
- Arte e fotografia: molti artisti visivi contemporanei hanno preso ispirazione da Berenice per rappresentare l’ossessione, spesso focalizzandosi su dettagli corporei separati dal corpo (denti, capelli, mani).
- Psicanalisi freudiana: il racconto è spesso letto come un caso di sublimazione o di pulsione di morte, anticipando concetti come il perturbante (das Unheimliche).
🧛♀️ In sintesi
“Berenice” è più che un racconto dell’orrore: è un’indagine sul rapporto malato tra amore, bellezza e morte. Anche se poco adattato in forma esplicita, il suo spirito vive in moltissime opere gotiche, decadenti e horror, soprattutto in quelle che mettono in scena:
- La paralisi del corpo e la vitalità della mente
- L’orrore dell’incompiuto e dell’inconscio
- La fisicità come oggetto del desiderio e della paura