Buffalo Bill







Buffalo Bill è una figura mitica del West americano, sospeso tra storia, leggenda e spettacolo. Il suo nome evoca praterie, indiani, cowboy e duelli al tramonto… ma anche un prodotto culturale multiforme, che ha attraversato letteratura, illustrazione, cinema e fumetto, assumendo tratti sempre più simbolici.
🤠 Chi era Buffalo Bill? – L’uomo dietro il mito
William Frederick Cody (1846–1917), detto Buffalo Bill, fu:
- un soldato nella Guerra Civile americana
- cacciatore di bisonti per le ferrovie (da qui il soprannome)
- scout dell’esercito nelle guerre contro le tribù nativo-americane
- e soprattutto un imprenditore dello spettacolo, creatore del leggendario “Buffalo Bill’s Wild West Show”.
Il suo show girò l’America e l’Europa (passò anche da Roma nel 1890!), trasformando la Frontiera americana in spettacolo epico. Cody mise in scena se stesso come eroe civilizzatore, affiancato da figure come Toro Seduto e Calamity Jane, mescolando realtà e finzione.
📚 BUFFALO BILL NELLA LETTERATURA
🇺🇸 Letteratura popolare americana
Già in vita, Buffalo Bill diventa protagonista di una letteratura d’appendice (dime novels), in storie che lo vedono combattere banditi, indiani ribelli, animali selvaggi.
- Le “Buffalo Bill Stories” (dal 1901) lo trasformano in una specie di supereroe ante litteram, simbolo del coraggio e della giustizia.
- Questi libretti erano letti da ragazzi e adulti e contribuirono a consolidare il mito dell’eroe western.
🇮🇹 Letteratura popolare italiana
Anche in Italia il mito arrivò forte:
- Le “romanze d’avventura” del primo Novecento (edizioni Salani, Sonzogno) lo presentarono come eroe positivo, difensore dei deboli.
- Autori italiani scrissero storie apocrife in cui Buffalo Bill diventa una sorta di Redenzione cristiana del West, paladino dei buoni valori.
🎨 BUFFALO BILL NELL’ILLUSTRAZIONE
✍️ Manifesti e iconografia
- I manifesti del Wild West Show sono tra i primi esempi di branding moderno: Cody appare in posa fiera, circondato da indiani, cavalli, bandiere, aquile.
- Il suo look iconico (cappello a falda larga, barba curata, giacca con frange) è un’invenzione visiva, entrata nella cultura visiva occidentale.
- Questi poster sono oggi pezzi d’arte vintage e propaganda storica.
🎨 Illustrazione narrativa
- I racconti e le dime novels erano illustrati con scene eroiche, spesso stereotipate (bianchi civilizzatori, indiani selvaggi).
- Questi disegni hanno influenzato la visione romantica del West per generazioni, contribuendo a una visione semplicistica e coloniale della storia americana.
🎬 BUFFALO BILL NEL CINEMA
🎞️ Pioniere del western
Buffalo Bill è stato uno dei primi soggetti cinematografici:
- “The Life of Buffalo Bill” (1912) con lo stesso Cody!
- “Buffalo Bill” (1944), con Joel McCrea, film patriottico in piena Seconda Guerra Mondiale.
🎥 Buffalo Bill decostruito
Negli anni ’70 e oltre, il mito è stato messo in discussione:
- “Buffalo Bill and the Indians, or Sitting Bull’s History Lesson” (1976) di Robert Altman: film satirico e revisionista in cui Buffalo Bill (Paul Newman) è un narcisista che crede al proprio mito, mentre i nativi svelano l’ipocrisia del “sogno americano”.
🦸♂️ BUFFALO BILL NEI FUMETTI
🇮🇹 Fumetto popolare italiano
- Le avventure di Buffalo Bill furono pubblicate in Italia già negli anni ‘30 e ‘40: riviste come Il Vittorioso, Avventure Americane, Collana Buffalo Bill.
- I personaggi erano spesso idealizzati, in stile western all’italiana.
- La Collana Rodeo e altri fumetti western (Tex, Kinowa, Capitan Miki) devono molto alla figura di Buffalo Bill, anche se indirettamente.
🇺🇸 Fumetto americano
- Appare in albi western della Dell Comics, DC, Charlton Comics.
- Spesso rappresentato come patriota, esploratore o veterano eroico.
- Negli ultimi decenni, è riemerso in fumetti revisionisti e storici, come:
- “Buffalo Bill” di François Boucq (Francia)
- “Buffalo Bill – Légende de l’Ouest” (BD francese)
🎭 Buffalo Bill come simbolo culturale
Buffalo Bill è ormai un simbolo, un’icona che rappresenta:
- La mitizzazione dell’America (la conquista del West, l’espansione verso “il destino manifesto”)
- La manipolazione dello spettacolo e del marketing (anticipa la società dell’immagine)
- Il conflitto tra realtà storica e leggenda: oggi è al centro di studi postcoloniali, culturali, performativi.
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