La Figlia
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La figura della figlia, nella storia della società umana, è al tempo stesso emblema di fragilità e potenza, di soggezione e ribellione, di tenerezza e proiezione patriarcale. Dall’antichità ai giorni nostri, la figlia è stata merce di scambio, erede, sacrificio, custode d’onore familiare, corpo simbolico e poi finalmente soggetto autonomo di desiderio e voce.
Il suo percorso sociale, culturale ed emotivo attraversa miti, leggi, letteratura, religioni, politica, cinema e arte, ed è profondamente legato alla costruzione dell’identità femminile.
Vediamo insieme come la figura della figlia si è trasformata nel tempo.
🏺 1. Nell’antichità: la figlia come proprietà del padre
Nelle società antiche (Mesopotamia, Egitto, Grecia, Roma), la figlia era:
- sottoposta all’autorità del padre (patriarca, pater familias, kyrios)
- oggetto di alleanze matrimoniali, scambiata per motivi politici, economici o religiosi
- priva di potere legale: non poteva ereditare (eccetto casi specifici), né scegliere il proprio destino
🔥 Mitologia e tragedia:
- Ifigenia (figlia di Agamennone): sacrificata per la gloria del padre e del popolo.
- Antigone (figlia ribelle): sfida il potere per amore del fratello, figura di rottura etica e politica.
- Elettra: figlia traumatizzata dalla morte del padre, diventa voce della vendetta.
- Cordelia (in Shakespeare): la figlia sincera, punita per la sua verità. Icona dell’amore filiale autentico e tragico.
🧩 La figlia nell’antichità è spesso simbolo di purezza, silenzio o sacrificio, oppure specchio delle tensioni familiari e sociali.
🏰 2. Nel Medioevo e nel Rinascimento: dote, silenzio, castità
- La figlia appartiene ancora al padre: la dote è il suo prezzo, il matrimonio la sua destinazione.
- Deve custodire l’onore della famiglia attraverso il suo comportamento (castità, ubbidienza).
- L’istruzione è rara, limitata alla nobiltà e ai conventi.
Letteratura:
- Giulietta (Shakespeare): adolescente innamorata, vittima di una logica patriarcale che la schiaccia.
- La figlia del re in fiabe e leggende: bella, passiva, da salvare o sacrificare (es. Biancaneve, Raperonzolo, Pelle d’asino).
- Le “figlie dei contadini” appaiono in racconti popolari come furbe, ribelli, sopravviventi.
🎩 3. Età moderna e borghese: la figlia come simbolo di controllo sociale
Con l’ascesa della borghesia:
- La figlia diventa simbolo della rispettabilità familiare.
- Deve comportarsi bene, studiare quanto basta, sposarsi con onore.
- Le passioni vanno represse, la sessualità censurata.
- È spesso educata alla sottomissione gentile.
Letteratura:
- Madame Bovary è figlia prima che moglie: sogna un’esistenza diversa da quella tracciata per lei.
- Nei romanzi di Balzac, Zola, Tolstoj, la figlia è strumento o vittima della volontà paterna.
- Jane Eyre è un caso nuovo: orfana e figlia “rifiutata”, diventa soggetto autonomo, simbolo della giovane donna che si costruisce da sé.
🌹 4. Novecento: la figlia si emancipa (a fatica)
Con i cambiamenti sociali (istruzione, lavoro, femminismo):
- Le figlie cominciano a scegliere
- Sfuggono al controllo familiare, si scontrano con padri e madri
- Diventano protagoniste della propria vita… ma anche oggetto di conflitti generazionali violenti
Letteratura e cinema:
- Lettera al padre (Kafka): sguardo maschile su un conflitto universale, applicabile anche al legame figlia-padre.
- La figlia oscura (Elena Ferrante): una madre che riflette sulla propria esperienza di figlia e sull’eredità invisibile.
- Nei film di Ingmar Bergman, Andrei Tarkovskij, Sofia Coppola, la figlia è specchio fragile della famiglia, ricerca di libertà, eco di una madre silenziosa.
👗 5. Oggi: la figlia come soggetto complesso
Nella società contemporanea, la figlia è:
- Studentessa, lavoratrice, attivista
- Connessa, consapevole, autonoma, ma spesso iperprotetta o ipercontrollata
- Vittima della pressione sociale e familiare: aspettative, corpo, successo
- Coinvolta in dialoghi generazionali più liberi, ma non sempre risolti
Figure culturali attuali:
- Nei romanzi di Ferrante, Nadia Terranova, Annie Ernaux, la figlia è specchio della madre, corpo che si allontana e ritorna.
- Nei fumetti autobiografici (Fun Home di Alison Bechdel, Persépolis di Marjane Satrapi), la figlia è voce narrativa, storica, politica.
- Nei film (da Lady Bird a Piccole Donne di Greta Gerwig), la figlia è ragazza in cerca di sé stessa, tra affetto e distacco familiare.
📚 TEMI CHIAVE NELLA FIGURA DELLA FIGLIA
- Il corpo come proprietà contesa
- Il conflitto tra amore filiale e bisogno di libertà
- La figlia come erede della madre (o suo doppio)
- La figlia sacrificata per la pace sociale (o religiosa)
- La figlia che tradisce o sovverte l’ordine familiare
- La figlia che racconta, che scrive, che si libera
🧩 CONCLUSIONI
La figlia, nella storia e nella cultura:
- È specchio delle strutture patriarcali
- È proiezione dei desideri e dei timori genitoriali
- È soggetto narrativo e mitico in perenne evoluzione
Dalla vittima sacrificale all’autrice della propria vita, la figlia è oggi un simbolo complesso di autonomia, memoria, conflitto e rinascita.