La Madre

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La figura della madre è una delle più antiche, potenti e cariche di significati simbolici, religiosi, culturali ed emotivi della storia dell’umanità. Dall’antichità ad oggi, la madre è stata adorata come dea della fertilità, celebrata come custode della vita, e allo stesso tempo idealizzata, sacrificata, imprigionata in ruoli rigidi e a volte oppressivi.
È una figura multiforme: generatrice, nutrice, guida, martire, protettrice, ma anche, in alcuni contesti, figura ambigua, divorante, sofferente, o ribelle.

Esploriamone l’evoluzione nella società, nella storia, nella letteratura, nell’arte, nel cinema, nel teatro e nei fumetti.


🏺 1. Nell’antichità: la madre come dea, ventre, matrice sacra

🌾 Le madri-dee:

  • Ishtar, Cibele, Demetra, Iside, Gea: sono dee madri della fertilità e della natura, simbolo della ciclicità vitale, della terra che genera e accoglie.
  • Il corpo della madre è cosmico, potente, fecondo, legato alla sacralità del sangue, del parto, del nutrimento.

👩‍👧 La madre umana:

  • Nelle società patriarcali antiche (Grecia, Roma), la madre è spesso vista come:
    • Funzione riproduttiva e strumento di discendenza (per dare eredi maschi).
    • Figura morale e domestica, silenziosa e rispettosa dell’ordine familiare.

➡️ La madre è venerata, ma anche controllata.


🏰 2. Medioevo e Rinascimento: la madre come angelo o sacrificio

  • Nella cultura cristiana, la madre diventa modello di purezza e sacrificio:
    • Maria Vergine, madre di Gesù, è madre senza sessualità, simbolo di dolore redentore e amore incondizionato.
    • La madre è la custode della fede e del focolare.
  • In letteratura e arte:
    • Le madri sono distrutte dalla morte dei figli (la Pietà), o esempi di abnegazione totale.
    • Talvolta sono streghe o madri snaturate se si oppongono all’ideale.

➡️ La madre è idealizzata, priva di desiderio, e spesso annullata nel ruolo materno.


🎩 3. Età moderna e borghese: la madre come pilastro dell’ordine

  • Tra ‘700 e ‘800, la madre diventa elemento centrale della costruzione borghese:
    • È educatrice morale, angelo del focolare, nucleo dell’identità familiare.
    • Ma anche prigioniera domestica: chiusa nello spazio privato, senza voce pubblica.

📖 In letteratura:

  • Le madri sono spesso sacre e sofferenti (I promessi sposi, Zola, Tolstoj), oppure assenti, folli, repressive.
  • Emma Bovary è una madre, ma fallisce nell’ideale materno perché desidera altro.

➡️ La madre è centrale ma costretta, amata ma imprigionata nell’archetipo.


🌹 4. Novecento: madre tra dolore, identità e rottura

Con le guerre, i totalitarismi e l’emancipazione femminile, la madre diventa figura drammatica, politica, psicologica.

👩‍🍼 Le madri della guerra:

  • Resistenti, vedove, madri del soldato, incarnano la sofferenza collettiva.
  • Ma anche simboli nazionali (Madre Russia, Madre Patria, Madre Italiana).

🧠 In psicoanalisi:

  • Freud, Jung, Lacan: la madre è origine del desiderio, ma anche del trauma.
  • Nasce la figura della madre castrante, soffocante, da cui il figlio deve emanciparsi.

📚 In letteratura e cinema:

  • Le madri sono complesse:
    • Lucia ne “La Storia” di Elsa Morante: madre sopravvissuta, travolta dalla Storia.
    • Anna Magnani in Mamma Roma: madre e prostituta, tragica e sublime.
    • Le madri di Pasolini, Fellini, Rossellini: sante, terribili, commoventi.
  • Nasce anche il tema della maternità negata, rimpianta, interrotta.

➡️ La madre è figura tragica, potente, esplosiva, spesso ambivalente.


👩‍⚕️ 5. Contemporaneità: la madre come scelta, conflitto, identità

Oggi la madre è:

  • Donna lavoratrice, madre single, madre queer, madre adottiva, madre surrogata, madre che non vuole figli.
  • Simbolo di empowerment, resistenza, ma anche di fatica, solitudine, giudizio sociale.

🎞️ Al cinema:

  • Toni Erdmann, TÁR, Pieces of a Woman, La figlia oscura, Roma, Le invisibili: raccontano madri imperfette, ferite, ironiche, coraggiose.

📖 In letteratura:

  • Autrici come Annie Ernaux, Elena Ferrante, Natalia Ginzburg, Simone de Beauvoir, Dacia Maraini, raccontano la madre:
    • come figura interiore
    • come radice da cui fuggire
    • come donna prima che madre

🧵 Nella società:

  • Si discute di maternità surrogata, diritto all’aborto, depressione post-partum, maternità come lavoro non retribuito, genitorialità condivisa.

➡️ La madre è più reale, plurale, potente ma anche fragile, libera di essere o non essere madre.


🎨 6. Nella pittura, nell’arte, nel teatro, nei fumetti

🎭 Teatro:

  • Le madri di Euripide, Ibsen, Pirandello, Sarah Kane: spesso simboli di crisi e passione.
  • Oggi nei monologhi e nei teatri civili, la madre è soggetto politico, intimo, esistenziale.

🖼️ Arte:

  • La Madonna con bambino ha attraversato secoli d’iconografia: da maternità divina a maternità carnale (Caravaggio, Klimt, Schiele).
  • Nell’arte contemporanea (Tracey Emin, Sophie Calle, Marina Abramović) la maternità è ferita, scelta, memoria.

📚 Fumetto:

  • In graphic novel come:
    • Fun Home (Alison Bechdel)
    • La mia cosa preferita sono i mostri (Emil Ferris)
    • Moms (Yeong-shin Ma)
  • Le madri sono ironiche, disturbate, amorevoli, sfinite, verissime.

🧩 CONCLUSIONI

La figura della madre è:

  • Archetipo e individuo
  • Sacralizzata e criticata
  • Simbolo di cura, sacrificio, generazione, ma anche di peso, aspettativa, silenzio e ribellione

Dalla dea generatrice alla madre lavoratrice contemporanea, la madre è cuore della cultura umana, voce che cambia, corpo che resiste, storia che si trasmette.