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Il Rubino di Mata Hari

di Owen J. David

series I Classici del Giallo

Sintesi

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Una sera durante un party viene rubato il rubino di Mata Hari dato in prestito da Riccardo Sicardo alla bella Roberta Marano. Nell’Italia fascista del 1934 l’investigatore privato Nardini svolge le sue indagini per dipanare quello che sembra un caso irrisolvibile. Il finale sarà per i lettori una vera sorpresa.

Giallo atipico, abbiamo il morto ma su questo non indaga nessuno. E’ il furto quello che interessa e su cui ruotano le avventure di donne belle ed affascinanti.

Il giudizio dei lettori sulle varie piattaforme di vendita

Giallo atipico che avvince e si fa leggere 10 agosto 2015

Il Rubino di Mata Hari è un giallo veramente atipico ove, come scritto anche nella presentazione, nessuno si preoccupa del morto, bensì del rubino. Ma è proprio questa caratteristica che mi fa dire che lo scrittore ha colto nel segno.
Al primo impatto la si potrebbe definire l’ennesima detective story, niente di più falso, il romanzo esce piacevolmente fuori dagli schemi tradizionali, donando al lettore una lettura piacevole e scorrevole. L’autore dimostra sin da subito di saper creare una storia interessante che, oltre a dar vita a personaggi interessanti, si amalgama con l’epoca in cui la vicenda ha luogo.
Ma quello che ho più apprezzato in Il Rubino di Mata Hari è stata la capacità da parte dell’autore di combinare insieme due elementi fondamentali alle storie gialle: il suspense e l’indagine poliziesca.
Lo stile narrativo è ottimo. Folgorante l’inizio con l’arresto di Mata Hari che ci introduce alla storia del rubino.

Un bel giallo vecchio stile! 15 agosto 2015

Quando Mata Hari venne arrestata a Parigi dai servizi segreti francesi indossava solo uno splendido anello con un rubino.
Lo stesso anello viene regalato nel 1934 dallo speculatore italiano Sicardi alla bella e misteriosa signora Roberta Marano. L’anello di indicibile valore ( oltre quindicimila lire…), però, scompare e ci scappa pure il morto di cui non importa a nessuno.
Una detective story vecchio stile, scritta con maestria e garbo, che porterà il lettore a un inatteso finale.
Decisamente una lettura piacevole!

La figura di Mata Hari – il cui vero nome era Margaretha Geertruida Zelle – continua a esercitare un fascino magnetico e ambiguo, trasformandosi in un archetipo della femme fatale e dell’espionaggio. La sua storia, avvolta tra realtà e leggenda, ha ispirato numerose interpretazioni in vari campi culturali:


Storia

Nata nel 1876, Mata Hari divenne famosa inizialmente come danzatrice esotica e cortigiana. Durante la Prima Guerra Mondiale fu accusata di spionaggio per conto della Germania e, nonostante i dubbi sulla fondatezza delle accuse, fu giustiziata nel 1917. La sua vicenda è sempre stata segnata da contraddizioni: una donna che incarna l’emancipazione e la trasgressione, ma anche un facile bersaglio di pregiudizi patriarcali e di miti sull’espionaggio. La sua storia reale e il modo in cui è stata manipolata dai media e dalla propaganda dell’epoca l’hanno resa una figura leggendaria, simbolo di mistero e seduzione.


Arte

Nell’arte visiva, Mata Hari è spesso ritratta come un’icona esotica e seducente. Pittori e illustratori hanno sfruttato la sua immagine – la danza, i costumi scintillanti, il fascino orientale – per evocare atmosfere decadenti e misteriose. In numerosi ritratti, la sua figura è associata a luci soffuse e a sfumature ambigue che sottolineano la dualità tra l’apparenza e la realtà, rendendola quasi un simbolo pittorico della seduzione fatale.


Letteratura

La sua vita ha ispirato innumerevoli opere letterarie: romanzi, biografie e poesie che rielaborano la sua figura da angelo caduto a eroina tragica. Autori moderni e classici si sono cimentati nel raccontare la storia di Mata Hari, spesso enfatizzando il contrasto tra la sua esistenza pubblica di danzatrice e il suo presunto ruolo di spia. Questi testi ne evidenziano il dilemma esistenziale e la condizione ambivalente, riflettendo sulle dinamiche di potere, sessualità e inganno.


Teatro

Sul palcoscenico, la figura di Mata Hari viene reinterpretata come simbolo di trasgressione e ribellione. Alcuni spettacoli si concentrano sul dramma interiore della donna, evidenziando la sua lotta contro un destino imposto e la sua ricerca di libertà in un mondo dominato da uomini. In altri, il personaggio viene rappresentato in chiave più ironica o persino parodistica, giocando con i tropi della seduzione e dell’espionaggio per mettere in luce i meccanismi del potere.


Cinema

La figura enigmatica di Mata Hari ha ispirato numerosi film nel corso degli anni, ciascuno offrendo una prospettiva unica sulla sua vita e sul suo presunto ruolo di spia durante la Prima Guerra Mondiale. Ecco una selezione di pellicole dedicate a questa affascinante donna:

  • “Mata Hari” (1931): Diretto da George Fitzmaurice, questo film vede Greta Garbo nel ruolo principale. La pellicola, sebbene liberamente ispirata alla vita di Mata Hari, enfatizza il suo fascino seduttivo e il coinvolgimento in attività di spionaggio. È considerato uno dei film più iconici sulla sua figura.
  • “Mata Hari, agent H21” (1964): Questo film francese, diretto da Jean-Louis Richard, presenta Jeanne Moreau nei panni di Mata Hari. Offre una rappresentazione più sfumata della sua vita, esplorando le sue motivazioni personali e il contesto storico in cui operava.
  • “Mata Hari” (1985): Diretto da Curtis Harrington, con Sylvia Kristel nel ruolo principale, questo film ritrae Mata Hari come una donna manipolata dai servizi segreti tedeschi e francesi, evidenziando le sue lotte interne e le circostanze che hanno portato alla sua esecuzione.
  • “Mata Hari” (2016): Questo film italiano, diretto da Rossana Patrizia Siclari e interpretato da Elisabetta Gregoraci, ripercorre gli episodi salienti della vita di Mata Hari, presentandola come la spia più famosa e misteriosa del XX secolo.
  • “Mata Hari – Tanz mit dem Tod” (2017): Film televisivo tedesco diretto da Kai Christiansen, con Natalia Wörner nel ruolo principale. Si concentra sulla relazione tra Mata Hari e l’ufficiale russo Wladimir de Masloff, esplorando le dinamiche personali e politiche che hanno influenzato la sua vita.

Questi film offrono diverse interpretazioni della vita di Mata Hari, riflettendo le molteplici sfaccettature della sua personalità e il mistero che ancora oggi la circonda.


Fumetti

Anche il mondo dei fumetti ha abbracciato la figura di Mata Hari, reinterpretandola in chiave grafica e spesso fondendola con il genere spionistico. In alcune graphic novel e serie a fumetti, la sua immagine viene aggiornata e contestualizzata in ambientazioni contemporanee, dove diventa una figura di spia e ribelle, simbolo della complessità del doppio volto della modernità. Questi adattamenti sfruttano l’arte sequenziale per enfatizzare sia il lato erotico sia quello oscuro e tragico della sua storia.


Conclusioni

Mata Hari rimane una figura affascinante e poliedrica:

  • Storicamente, è stata una danzatrice e presunta spia, vittima di un contesto politico e mediatico complesso.
  • Nell’arte e nella letteratura, la sua immagine è stata plasmata in un simbolo di seduzione e ambiguità.
  • Nel teatro e nel cinema, il dramma e il mistero della sua esistenza offrono spunti per interpretazioni che spaziano dal tragico al parodico.
  • Nei fumetti, viene reinventata in chiave moderna, mantenendo intatto il fascino dell’enigma e della doppia natura.

Questa molteplicità di interpretazioni rende Mata Hari non solo una figura storica, ma anche un archetipo culturale che continua a stimolare l’immaginazione e a interrogare i confini tra realtà, mito e desiderio.