Thérèse o gli ippocastani in fiore

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“Thérèse o gli ippocastani in fiore” è un romanzo scritto da José Pierre e pubblicato da Bompiani nel 1979.

“Tutti si accaniscono su colei che è come il primo ippocastano in fiore”, dice un verso di Benjamin Péret. Il fiore dell’ippocastano è un’immagine di carne e di sensi. Ma chi è questo ippocastano in fiore, questa creatura che lo evoca e lo incarna? Escludiamo subito l’ipotesi che questa Thérèse, anima e fulcro del racconto, sia una parente prossima o lontana di qualche ambigua eroina dell’erotismo intemazionale tipo Emanuelle, e guardiamo semmai più indietro (ma metaforicamente più avanti), tra i risvolti di una tradizione erotica che la letteratura francese ha coltivato per secoli (da Sade a certo Balzac, a certo Apollinaire…), con esiti spesso altissimi, al limite del capolavoro proprio sul piano letterario. È qui che nasce Thérèse, in questa tradizione mondana e disinibita, filtrata attraverso l’ottica e l’esperienza surrealista, che finisce per confezionare un modello di erotismo in cui l’intelligenza e l’ironia esorcizzano qualsiasi sospetto di volgarità. Thérèse è dunque una giovane e affascinante creatura, capace di accendere inarrestabili passioni ma soprattutto di accentrare su di sé ogni interesse. E il racconto si presenta senza perifrasi, senza velature, come una sorta di “educazione” al piacere, con una progressione che tende all’esaurimento di ogni risorsa erotica implicita nel corpo umano. Quella promossa da Thérèse è una progressione razionale, lucida, controllata, perfino pacata; è un progetto in cui nessun particolare viene trascurato, con scrupolosità scientifica (o religiosa?), che porterà inevitabilmente ad accoppiamenti “insoliti” e “perversi”. Ma se da un lato tutto ci appare come una sublimazione dell’atto, dall’altro, la stessa moltiplicazione del piacere, in ogni senso, finisce per ribaltare il rapporto di credibilità. Il troppo grande, l’eccesso, annulla la dimensione delle cose. Nel ricordo di Jarry, questa Thérèse si potrebbe definire il complemento del supermaschio, la superfemmina; ma dove in Jarry il sesso rappresenta una scommessa con la vita e assume il contenuto di un exploit, in questo percorso di Pierre perde ogni mitica connotazione e si tinge di umori iperreali.

José Pierre è nato in Francia nel 1927. Sensibile all’ideologia surrealista, come traspare anche da questo romanzo, si è messo in luce con il racconto Le haricot tombé de la lune (1967), con le raccolte Le ‘pa’ ira (1967) e D’autres chats à fouetter (1968).