Zombies

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La figura dello zombie rappresenta una delle creature più affascinanti, inquietanti e culturalmente pervasive dell’immaginario collettivo contemporaneo. La sua genesi è antica e affonda le radici nella leggenda e nel folklore, evolvendo radicalmente nella letteratura, nel teatro, nel cinema e nei fumetti.


Origine e leggenda folklorica

Il termine “zombie” deriva dal creolo haitiano “zonbi”, a sua volta proveniente da culti vodou di origine africana. Nella tradizione haitiana, lo zombie è una persona che, dopo essere morta, viene riportata in vita da uno stregone (bokor) e ridotta in schiavitù come automa privo di coscienza, volontà e anima.

Caratteristiche originarie:

  • Individuo riportato in vita tramite magia.
  • Assenza di volontà e libero arbitrio.
  • Vittima di pratiche di sfruttamento e schiavitù.

Lo Zombie nella letteratura

La letteratura occidentale ha rielaborato il mito dello zombie, facendone una metafora sociale, culturale e politica:

  • William Seabrook, nel libro The Magic Island (1929), introdusse lo zombie haitiano nella cultura popolare occidentale.
  • Howard Phillips Lovecraft accennò a zombie e rituali vodou in diversi racconti, ad esempio Herbert West, rianimatore (1922), in cui però prevale il tema della scienza che sfida la morte.
  • Richard Matheson con il romanzo Io sono leggenda (1954), pur trattando di vampiri, contribuì significativamente a definire l’archetipo narrativo dello zombie moderno, influenzando pesantemente George Romero.

Lo Zombie nel teatro

Il teatro ha esplorato meno frequentemente gli zombie rispetto ad altri media. Tuttavia, negli ultimi decenni, spettacoli teatrali, commedie nere e musical hanno impiegato ironicamente la figura dello zombie per satire sociali o politiche. Ad esempio:

  • Zombie Prom (1993): Musical satirico ambientato negli anni ’50, con protagonisti studenti zombificati.
  • Opere contemporanee indipendenti hanno spesso usato gli zombie per commentare il consumismo, l’alienazione e l’omologazione sociale.

Lo Zombie nei fumetti

I fumetti hanno esplorato intensamente la figura dello zombie:

  • EC Comics negli anni ’50 produsse numerose storie horror con zombie e morti viventi nella rivista Tales from the Crypt.
  • The Walking Dead di Robert Kirkman (2003-2019) ha ridefinito lo zombie contemporaneo, mostrando una società umana post-apocalittica che affronta dilemmi morali profondi.
  • Anche nel fumetto italiano (Dylan Dog) lo zombie appare frequentemente come simbolo della società consumistica.

Lo Zombie nel cinema: una rivoluzione culturale

Nel cinema, lo zombie ha avuto la massima evoluzione e diffusione culturale:

Gli zombie classici haitiani

  • White Zombie (1932) con Bela Lugosi: è il primo film hollywoodiano sugli zombie, mostrando creature manipolate da rituali vodou.
  • Ho camminato con uno Zombie (1943) di Jacques Tourneur: utilizza gli zombie come metafora coloniale e razziale.

George A. Romero e la rivoluzione dello zombie moderno

La vera rivoluzione culturale dello zombie arriva con La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead, 1968), di George A. Romero.

  • Film indipendente, girato con pochi mezzi, che trasforma radicalmente l’immagine dello zombie.
  • Non più creatura controllata da magia, ma morto vivente cannibale, mosso solo dall’istinto di cibarsi dei vivi.
  • Romero rende lo zombie simbolo dell’alienazione sociale, del razzismo, della paranoia da Guerra Fredda, e della crisi dei valori tradizionali.
  • Il film segna l’inizio di una trilogia fondamentale con i sequel: Zombi (Dawn of the Dead) (1978) e Il giorno degli zombi (Day of the Dead) (1985).

Perché Romero è rivoluzionario?

  • Introdusse il concetto del contagio attraverso morso.
  • Usò gli zombie come metafora sociale: il consumismo, l’individualismo, il crollo delle istituzioni.
  • Introdusse una rappresentazione esplicita della violenza e dell’orrore, ridefinendo il genere horror.

Evoluzione cinematografica post-Romero

Dopo Romero, lo zombie diventa sempre più popolare:

  • Negli anni ’80 e ’90 domina il cinema horror splatter (es: serie Il ritorno dei morti viventi, 1985).
  • Nel XXI secolo, film come 28 giorni dopo (Danny Boyle, 2002) e L’alba dei morti viventi (remake del 2004) danno agli zombie nuove caratteristiche: velocità, furia, violenza estrema.
  • Parodie e commedie horror (Shaun of the Dead, 2004) rendono gli zombie un fenomeno di cultura pop ironico e auto-consapevole.

La Notte dei Morti Viventi: cenno approfondito

La Notte dei Morti Viventi (Night of the Living Dead, 1968) resta il punto di svolta definitivo del mito zombie:

  • Girato in bianco e nero, con budget bassissimo e attori non professionisti.
  • Realismo spietato e crudo, mai visto prima, con immagini disturbanti e una critica sociale graffiante.
  • Protagonista afroamericano (Duane Jones), scelta coraggiosa che accentua il messaggio antirazzista del film, amplificato dall’epilogo brutale.
  • Il film rispecchia la tensione sociale e politica dell’America degli anni ’60 (assassinio di Martin Luther King, guerra del Vietnam, disgregazione sociale).
  • Influenza immensa: definisce permanentemente l’immaginario collettivo sullo zombie contemporaneo, e inaugura il sottogenere horror della apocalisse zombie.

Influenza culturale contemporanea

Oggi, lo zombie è un archetipo culturale radicato:

  • Metafora del consumismo, dell’omologazione, della crisi ambientale, della globalizzazione.
  • Protagonista di serie tv, film, videogiochi, romanzi distopici, spettacoli teatrali, e graphic novel.
  • Figura simbolica capace di adattarsi ai cambiamenti della società contemporanea.

Conclusioni

Dalle oscure origini folkloriche haitiane fino alla critica sociale profonda di Romero e alle reinterpretazioni moderne, la figura dello zombie si conferma una delle più potenti metafore della cultura contemporanea. È diventato l’emblema perfetto delle ansie collettive legate alla morte, alla perdita d’identità, alla catastrofe sociale e ambientale, e continua a evolversi e reinventarsi, mantenendo intatta la sua forza simbolica e la sua capacità di affascinare generazioni intere.